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L’ORACOLO DELLA STREGA

Novità

l'oracolo della strega

Pier Luca Pierini R.

L’Oracolo della Strega

36 carte a colori con didascalie e libretto di istruzioni di 36 pagine. € 15,00.

Seconda Edizione

Un raro mazzo di Carte Divinatorie con simboli magici, didascalie complete e libretto di istruzioni, proveniente dalla collezione privata di un’autentica strega e indovina, maestra nell’Arte della Cartomanzia e affiliata ad una congrega magica di buone streghe – le stesse streghe del secolo passato di cui parla C.G. Leland nelle sue eccellenti opere Aradia o il Vangelo delle Streghe e Il Tesoro delle Streghe -. Si tratta di carte divinatorie decisamente originali, risalenti alla fine del XIX secolo, sicuramente ispirate alle opere della Lenormand, la celebre indovina di Parigi passata alla storia per aver predetto l’avvenire a Napoleone e ad altri insigni personaggi della sua epoca, della quale la nostra Casa editrice ha già pubblicato il ben noto Oracolo Magico. Questo suggestivo mazzo di carte offre la possibilità di realizzare ottimi giochi divinatori e validi consulti per se stessi o altre persone, ma la caratteristica principale e assolutamente singolare, che rende l’Oracolo della Strega realmente unico, è costituita dalla particolare cifra, o sigillo, aggiunti alla maggior parte delle carte: un vero e proprio antico simbolo magico che rappresenta in termini grafici il valore e il potere talismanico e realizzativo di un’entità o genio benefico, riconducibile ai misteriosi Caratteri degli Spiriti posti a corredo operativo dei classici trattati di magia cerimoniale e talismanica, come La Filosofia Occulta di Agrippa, le varie versioni della Clavicola di Salomone e dei grimoires affini, il Magus di Francis Barrett e le molte opere di cabala divina e angelica. Un elemento nuovo e determinante nella Cartomanzia, in grado di ampliare sensibilmente le applicazioni in ambito divinatorio e di intervenire direttamente e attivamente nei responsi stessi. Secondo le istruzioni personali della strega, sarebbe infatti possibile, utilizzando le carte che recano tali simboli magici, operare lo “scongiuro della malacarta” per cambiare il destino infausto, vale a dire influenzare, modificare o addirittura capovolgere un responso nefasto o avverso, contrastandone o rovesciandone il valore negativo con carte talismaniche di natura positiva e propizia, seguendo le precise indicazioni del metodo assolutamente originale riportate nel libretto di istruzioni.

Alcune recensioni:

 

– fantastiche … per chi ha un minimo di esperienza le risposte arrivano chiare. non le vedo adatte a neofite. io le adoro. Giuseppina – 8 giugno 2016.

-Bellissime carte, agli amanti della stregoneria non dovrebbe mancare assolutamente questo mazzo, le figure sono molto belle e il prezzo è ottimo. Anna – 15 aprile 2016.

– Veramente un’ottimo mazzo di carte, ben disegnate, scorrevoli e con esaurienti spiegazioni all’interno della confezione. Sono ispirate alle celebri Lenormand con qualche piccola variante e si leggono benissimo. Facili e adatte anche per principianti, hanno un simbolo magico che permette di operare esotericamente con il mazzo, se lo si desidera. Le consiglio a tutti gli appassionati di cartomanzia o anche ai semplici amanti, da un punto di vista schiettamente simbolico ed esoterico, del mondo dei tarocchi. Alessandro – 22 maggio 2015.

– Molto bello questo mazzo di carte , belli i disegni , i colori e i simboli, li ho anche consultati a volte e sono molto magnetici io ci faccio anche meditazione. Marisa – 23 aprile 2015.

Semplicemente fantastiche! Originali, complete e….cantano che è una meraviglia!!! Elisabetta – 25 marzo 2011.

 

NOVITÀ

magiche-carte-destino-1

Presentiamo con particolare piacere la seconda edizione di un incantevole mazzo di carte assolutamente originale ed esclusivo, riservato ai migliori intenditori e ai veri cultori di Cartomanzia, Magia, Arti Esoteriche e Arcane:

Pier Luca Pierini R.

LE MAGICHE CARTE DEL DESTINO

56 Arcani Esoterici per Alta Cartomanzia, Divinazione, Veggenza e Meditazione

Lussuosa edizione in ampio formato, con spiegazioni e manuale di istruzioni con metodi di consultazione. € 35,00.

 

La realizzazione di queste magnifiche carte in formato, oltre a costituire una straordinaria novità in ambito esoterico, riesce finalmente a colmare una sentita lacuna nell’affascinante e apprezzato settore della Cartomanzia, nel quale si sentiva da tempo l’esigenza di una più ampia e valida possibilità di scelte operative e di più estese applicazioni, soprattutto a livello magico-divinatorio.

L’importanza di queste Magiche Carte del Destino, frutto di ben sette anni di impegnative ricerche e di un accurato lavoro artistico e iniziatico, è rappresentata dalla suggestiva ricchezza del superbo repertorio simbolico e iconografico, che ad una completa ed eccellente conoscenza della materia unisce una perfetta rappresentazione di preziose immagini allegoriche e stupende illustrazioni ad alto contenuto simbolico e arcano, che ampliano notevolmente e in modo del tutto originale le opportunità che si offrono a chi intende consultare gli oracoli o i responsi di un mazzo di carte divinatorie. La vastità di significati e riferimenti consente infatti di spaziare senza difficoltà dal classico consulto cartomantico a rivelazioni di impronta molto più personale e profonda, fino a sconfinare in dimensioni di Luce e di Conoscenza, con indicazioni mirate relative al mondo magico e spirituale, per ottenere illuminazioni e consigli su argomenti specifici o inusuali, su interrogativi di carattere esistenziale o realizzativo, per meditare e indagare sul proprio percorso interiore o sulle vie misteriose di una scelta o di un destino, per inoltrarsi al di là dei veli che nascondono gli eventi del futuro, del presente o del passato, per ricevere un messaggio utile e chiaro o un’ispirazione precisa di fronte a una decisione, a un progetto, un dubbio o un’incertezza, o prima di compiere un passo fondamentale per la propria vita. Oltre le infinite sfumature che fanno parte della complessa sfera del quotidiano, dai sentimenti agli affetti, al benessere, alle amicizie, ai viaggi, agli incontri, al lavoro, al denaro, alla fortuna, ai pericoli, ai rischi, ai tradimenti, ai nemici, alle sorprese ecc., in questo prezioso mazzo di carte sono raccolte immagini altamente suggestive e di efficace intensità espressiva che per la prima volta affrontano temi, figure emblematiche, circostanze e avvenimenti misteriosi che nessun altro mazzo è in grado di esprimere, valutare e spiegare, come le carte del Mago, dello Sciamano, dell’Alchimista, della Strega, della Luna e delle sue fasi, della Fata, del Talismano, della Magia Nera, dell’Aiuto Divino, del Genio Benefico, delle Entità Astrali, del Drago, della Signora dei Destini, dell’Unicorno Alato ecc., estendendo il campo di ricerca ben oltre i limiti della normale cartomanzia, e riuscendo così a creare un quadro chiarissimo e completo di qualsiasi situazione si intenda analizzare, compresi i risvolti o le componenti essenziali di valore iniziatico e occulto. Si tratta in sintesi di carte di altissimo livello qualitativo e di eccezionale interesse per ogni studioso e ricercatore, 56 meravigliosi e autentici “Arcani” nei quali ogni aspetto del mondo reale e del mondo invisibile trovano finalmente lo spazio e la collocazione ideali, il giusto significato e la più utile risposta interpretativa.

 

CARTE ESP-ZENER

NOVITÀ – SECONDA EDIZIONE

Pier Luca Pierini R.

carte esp-zener

LE AUTENTICHE CARTE E.S.P. – ZENER

Per lo studio e lo sviluppo delle facoltà paranormali e sperimentazioni pratiche di Telepatia, Chiaroveggenza, Precognizione. Con istruzioni complete, schemi e diagrammi per i test.

Questo importante mazzo di carte costituisce il più valido e accreditato punto di riferimento nell’ambito dell’investigazione e della verifica dei fenomeni paranormali. Frutto e sintesi di numerosi anni di studi e ricerche di un équipe internazionale di esperti parapsicologi, le Carte Esp-Zener risultano realmente indispensabili nell’analisi e nella sperimentazione pratica di alcuni tra i maggiori fenomeni psichici e parapsicologici, quali la Telepatia (lettura e trasmissione del pensiero), la Chiaroveggenza (visione di oggetti, fatti o persone lontani dal soggetto nel tempo e nello spazio, o nascosti dalla presenza di corpi opachi), la Precognizione (percezione extrasensoriale di eventi futuri, complementare al fenomeno della Retrocognizione, o percezione di eventi passati).

€ 20,00.

E L I X I R Volume 13 Scritti della Tradizione Iniziatica e Arcana

Novità


copertina Elixir 13

 

E L I X I R

Scritti della Tradizione Iniziatica e Arcana

 

Volume 13

 

In coincidenza casuale, o forse non casuale, con l’inizio della Primavera, esce il nuovo numero di Elixir. Una serie di scritti nati da un sodalizio e da un impegno reali e costanti, frutto ed essenza dell’intenso lavoro e dell’entusiasmo senza tempo di un creativo e dinamico gruppo di liberi e disinteressati ricercatori, di ermetisti, di amatori della Conoscenza e della Verità. Scritti che serenamente si propongono di contribuire a scostare un lembo del velo che nasconde il Volto dell’Iside Arcana e aprire uno spiraglio su una parte dei suoi infiniti misteri. Scritti che offrono concretamente al Lettore il motivo o lo spunto per un costruttivo confronto, per una riflessione profonda o da approfondire, per una possibile ulteriore domanda o per un’ulteriore possibile risposta. Scritti per comunicare realtà “altre”, sconosciute o estranee all’ottica comune, per coinvolgere “altre” anime in sintonia e renderle partecipi di una propria visione, di un proprio sogno, di un proprio mondo da condividere e colorare di nuovi pensieri, di nuove speranze e di nuovi orizzonti. Scritti da meditare, o semplicemente da leggere in una dimensione incontaminata, per inoltrarsi in un sentiero che riconduce all’oasi ideale di una mai perduta fonte sapienziale nascosta e dei suoi tesori interiori, nella quale si può ancora percepire l’eco della fertile parola di Hermes.

Sommario:

Unde Malum, di Piero Fenili – L’Arcano della Morte, di Roberto Luporini – Saturno, di Claudio Arrigoni – ArcheusL’Arcano Segno dell’Anima, di Stefano Mayorca – L’automa e lo stato di permanenza, di Luca Valentini – L’AnticristoIl mondo che verrà all’inizio della fine, di Giuseppe M. S. Ierace – L’Immortalità perdutaAspetti iniziatici del Gilgameš, di Anna Bellon – Poesia, Magia e Iniziazione, di Giuseppe Pasciuti – Il Respiro del Mago, di Icarus Lazard – Luci dal BuioLa partita a scacchi con la Morte, di Pier Luca Pierini R. – Sublicio Magico: il mistero dei facitori di pontiL’Arcana cerimonia dell’eterno confine, di Stefano Mayorca – Pietre del Destino, di Giuseppe M. S. Ierace – Limiti attuali della spiritualità italica contemporanea e prospettive di ‘avanti’, di Limes – Sui fenomeni paranormali, di Giammaria – La serie MaqlȗStregoneria e difesa magica a Babilonia, di Marco Barsotti – Introduzione all’edizione brasiliana del terzo volume dell’Opera Omnia di Giuliano Kremmerz, di Piero fenili – Religione della Donna e misteri femminili nell’India antica, di Lorenzo di Chiara – Il mistero del pane sulla Tavola di Dio, di Giuseppe M. S. Ierace – Cristianesimo primitivoGnosticismo e Alchimia Alessandrina, di Stefano Mayorca – Prentice Mulford e il Nuovo Pensiero, di Pier Luca Pierini R. – Opus Magnum VirtualisConcezione e analisi della teoria virtuale, di Stefano Mayorca – L’Angelo Incarnato, di Brando Impallomeni – Giuliano Kremmerz ritorna in Sudamerica, di Piero Fenili – Introduzione al II vol. della Scienza dei Magi di Giuliano Kremmerz, di Federico D’Andrea – Orazione Funebre, di A.R.A. – Canti degli Indiani d’America, a cura di Pier Luca Pierini R. – Recensioni.

 

Numero speciale interamente a colori, formato cm. 21 x 30, 112 pagine, € 20,00

HALLOWEEN L’OMBRA DELLA LUCE – CONFERENZA DI STEFANO MAYORCA

DAL CAPODANNO CELTICO AL DUALISMO COSMICO

CONFERENZA A CURA DI STEFANO MAYORCA

Venerdì 30 Ottobre 2015, 19:30

Quota di partecipazione 10 euro

C/O Spazio Interiore, Via Vincenzo Coronelli, 46
00176 Roma Tel. 06.90160288 – 366.4224150
E-mail: info@spaziointeriore.com

Il sacro fluire dei giorni, il passaggio delle ore che scandiscono inesorabili lo scorrere del tempo e sanciscono il patto oscuro con le forze dissolutrici, incarna simbolicamente il lento e costante viaggio verso le regioni ignote. Fin dalla più remota antichità, il quotidiano e incessante moto delle stelle, del Sole e della Luna rispetto al nostro pianeta, ha consentito all’uomo di misurare, attraverso un metodo pratico e affidabile, il passaggio del tempo.

Tra le cosiddette feste magiche che esprimono valori energetici ed ermetici di inestimabile valore occulto troviamo Halloween, che ha inizio nella notte tra il 31 ottobre e il primo giorno di novembre. Il nome originario di tale festività era Samhain ed è riconducibile alle genti celtiche. I Druidi, grandi sacerdoti e alti dignitari Celti, celebravano in questa data il Capodanno. Era consuetudine inoltre, accendere dei falò con lo scopo di allontanare gli spiriti erranti che in quella notte si manifestavano tra i vivi, poiché il confine tra cielo e Terra, tra la dimensione fisica e quella ultraterrena, si annullava creando una commistione fra le due realtà. Si dice anche che al fine di placare la anime dei morti che creavano distruzione e spavento bisognava dare loro del cibo quando, giunti nelle campagne, bussavano alle porte. Da qui deriva l’usanza odierna di travestirsi e di presentarsi all’uscio di un’abitazione, suonare il campanello e pronunciare l’ormai nota e inflazionata frase: “Scherzetto o dolcetto”. In realtà, le connotazioni profonde insite nella ricorrenza esoterica menzionata, alludono alla marea oscura che monta alla luce che viene offuscata dalle forze tenebrose simboleggiate dal gelido inverno che si approssima. Per questa ragione, la cerimonia che veniva officiata dai Druidi era volta ad accumulare, se così si può dire, le correnti luminose relative al “raccolto” interiore difendendolo dal buio. Inevitabili le connessioni con la Tavola Smaragdina attribuita a Ermete Trismegisto, allo Gnosticismo e ai presocratici. L’ombra della luce cela arcane verità che si riconnettono al mistero della Creazione.

STEFANO MAYORCA

Scrittore e giornalista, nato il 7 marzo 1958 a Roma, dove vive e lavora, Stefano Mayorca è considerato tra i maggiori esperti di simboli, miti e filosofie occulte. Sperimentatore alchimico, studioso di ermetismo, religioni antiche e culti misterici, è preside dell’Accademia Romana Kremmerziana La Porta Ermetica (www.arkpe.it). Ospite di trasmissioni televisive Rai e Mediaset, collabora con numerose riviste di settore.

LA VIA AUREA – ELEMENTI DI MAGIA NATURALE – DI STEFANO MAYORCA

Seminario a cura di Stefano Mayorca

Sabato 5 dicembre 2015 dalle ore 10:00 alle ore 18:00

C/O Spazio Interiore, Via Vincenzo Coronelli, 46
00176 Roma Tel. 06.90160288 – 366.4224150
E-mail: info@spaziointeriore.com

La Magia, immagine oscura e da sempre alterata nell’autentico significato, è riconducibile alla parola Maga, Magheia, termine derivante da Zoroastro (o Zarathtustra) e dai suoi seguaci, i sacerdoti caldaici o Parsi, i Magi legati alla dottrina del Fuoco Sacro. Magia significa sapienza, conoscenza e la fonte sapienziale che fa capo ai dettami di questa “Scienza” non è contenuta nei libri, ma deve essere conquistata mediante un percorso iniziatico serio e riservatissimo.

I Magi, che parteciparono alla Teofania Cristica, configuravano in realtà i sacri sacerdoti, i re e i seguaci dell’Arte Regale, giacché l’iniziazione all’Alta Magia costituisce un’autentica sovranità. Non a caso, la stella cometa citata nel Vangelo simboleggia fin dalla notte dei tempi il Cammino iniziatico. Per gli alchimisti rappresenta il segno della Quintessenza, per i maghi il Grande Arcano, per i cabalisti al contrario il Pentagramma Fiammeggiante che ritroveremo anche nella simbolica massonica. La magia era la scienza di Abramo, di Orfeo, di Zoroastro. I dogmi della ermetica ragione che racchiudono la sacra filosofia magica sono stati scolpiti nella pietra da Enoch e dal sommo Ermete Trismegisto; Tavole della legge che Mosè ha trasformate rivestendole di inediti significati, velandole nuovamente. Di qui nasce la Cabala, eredità esclusiva del popolo d’Israele. La chiave dei Veri si sostanzia ancora una volta all’interno dei Misteri di Eleusi e di Tebe.

Pratica di affrancamento dagli ostacoli presenti nel vissuto giornaliero

La corretta crescita in ambito ermetico passa attraverso una serie di accorgimenti pratici, utili per sviluppare la struttura animica, eliminando tutte quelle controversie di ordine materiale insite nella personalità saturnia, rivestita ancora da elementi profani. Sovente, le problematiche del vissuto quotidiano tendono a fagocitare l’attenzione allontanando l’iniziando dalla costruzione interna di un modello emeticamente ideale, indispensabile per fortificare il subconscio e concretare l’edificazione del tempio interiorizzato (corpo fisico e psichico). Solo distaccandosi dalle avversità assillanti è possibile trascendere l’umano sentire, per porsi in sintonia con le forze realizzanti che vibrano su un piano maggiormente elevato, allo scopo di sostanziare lo sviluppo armonico delle potestà e facoltà umane.

• Sospensione del pensiero (intermittenza cogitativa)
• Inconscio, intuizione e processi creativi
• Sostituzione di un pensiero negativo con un’immagine mentale positiva volta a eliminare stati d’animo angoscianti
• Il conscio e l’inconscio: esercizi percettiva
• La visualizzazione basata sull’osservazione
• La visualizzazione creativa
• Distacco dalla quotidianità per mezzo del pensiero positivo-dinamizzato
• Come risvegliare la forza interiore
• Risvegliare la volontà: potenziamento del comparto volitivo
• Controllo delle emozioni
• Controllo sui sentimenti repressi
• Come sconfiggere la paura
• L’autoimmaginazione
• Come contrastare i pensieri negativi
• Raggiungimento dell’autocontrollo personale
• Studio onirico della personalità occulta: i simboli inconsci

STEFANO MAYORCA
Scrittore e giornalista, nato il 7 marzo 1958 a Roma, dove vive e lavora, Stefano Mayorca è considerato tra i maggiori esperti di simboli, miti e filosofie occulte. Sperimentatore alchimico, studioso di ermetismo, religioni antiche e culti misterici, è Preside dell’Accademia Romana Kremmerziana La Porta Ermetica (www.arkpe.it). Ospite di trasmissioni televisive Rai e Mediaset, collabora con numerose riviste di settore.

 

LE VIE SUPREME DELLA SAPIENZA ARCANA – STEFANO MAYORCA

Nelle arcane regioni del sapere, dove si irradia rifulgente la Luce della Conoscenza, bagliori indistinti di un sapere ancestrale si palesano quando il velo che ne occulta il volto secretato e le simbologie riposte si discosta e lascia intravedere il Tempio sacrale che racchiude le Leggi divine, primigenie tavole di una remota età di consapevolezza e di illuminazione. In quel tempo lontano, l’Uomo, figlio della scintilla intelligente dell’Uno onnisciente, era in perfetta armonia con il Tutto e con Dio, così come espresso in uno scritto del celebre Simon Mago: “Se non vi rendete eguali a Dio, non potete comprendere Dio, poiché il simile viene compreso dal simile. Tralasciate il corpo ed espandetevi ad una grandezza senza misura; superate il tempo e divenite Eternità; così comprenderete Dio…Racchiudete in voi stessi tutte le sensazioni di tutte le cose create, del fuoco e dell’acqua, del secco e dell’umido; siate simultaneamente ovunque, sul mare, sulla terra e nel cielo; siate contemporaneamente non nati e nel grembo materno, giovani e vecchi, morti e al di là della morte; e se potete tenere nei vostri pensieri tutte queste cose, tempi, luoghi e sostanze, qualità e quantità, allora potrete comprendere Dio”.

Queste parole, che celano in realtà elementi di ordine alchimico, sono state avversate, a torto, dalla Chiesa e dal volgo ignorante che condannava le pratiche magiche. In esse, al contrario, si effonde una profonda concezione dalle valenze ermetiche, che propugna di indagare e di capire che siamo parte della sostanza divinizzante. Del resto, la contraddizione è sempre in agguato. Si racconta infatti nel testo evangelico, che allorquando Simon Mago materializzò dal nulla dei giganteschi cani neri e spettrali, San Pietro, che lo combatteva e perseguitava, li fece svanire fulmineamente. Così, il Santo che demonizzava l’uso della magia, si servì della medesima arma per dissolvere i feroci animali. Simon Mago, invero, additava la meta insita nell’Alta Magia cerimoniale, riassumibile in questo postulato: “Per poter pervenire ad una qualsivoglia realizzazione in campo occulto, è indispensabile utilizzare tecniche psico-attive, capaci di consentire il distacco dal corpo, (elemento saturniano) e di mettere in libertà il corpo astrale (involucro lunare), e al contempo espandere la coscienza”. Il riferimento all’uso dell’immaginazione creativa è evidente e rimarca la necessità di servirsi di canali di tipo magnetico ed energetico quali la visione ispirata ela  trance estatica. Non a caso, la dottrina Hermetica ha influenzato profondamente la magia rinascimentale e, successivamente, la diffusione in ambito moderno, consentendo in tal modo il risorgere delle materie esoteriche. I testi ermetici contengono rivelazioni attribuite a varie divinità, in particolar modo a Hermes Trismegistus (HermeteTrismegisto), il Tre volte Grande, il mitico saggio identificato con Thot,Diodella saggezza e della magia. Si spiega in questa maniera perché l’Egitto, da sempre, viene considerato il luogo natale dell’Alchimia, che si fa risalire all’epoca del Cristo.  Se in un primo momento questa ricerca era mirata alla creazione dell’oro artificiale – si trattava in ogni caso di oro vero – in seguito, prese un indirizzo differente. In effetti, successivamente si trasformò in un viatico spirituale, legato alla salvezza divina e all’acquisizione di un sapere aureo che consentiva di trasmutare l’iniziato, per mezzo di operazioni complesse e concrete, attraverso cui mutare l’intera struttura psichica-sottile e quella fisica-materiale. Il lavoro dell’ermetista, a riguardo, sia che operi nell’Isideo (lunare) o nell’Osirideo (solare), deve essere concentrato al risveglio e alla creazione dell’Hermes secretato, magnete occulto da vitalizzare. L’Hermes, o Genius (Genio), era in stretta correlazione con l’Individuo storico dimorante nell’uomo. Esso giace assopito nell’intimo della natura psico-magnetica dell’essere umano evoluto e si ridesta per mezzo di un lungo e graduale lavoro, teso a dare corpo all’essenza del Genio, fino a giungere alla divinizzazione dell’adepto: questa l’autentica pratica alchimica-ermetica.

  Magia e astrologia nella pratica alchimica

Come abbiamo visto, l’alchimia ha subito dei cambiamenti durante le varie epoche e il medioevo ereditò la scienza alchemica dagli Arabi. Si trattava di una commistione tra religione, astrologia e tecniche di lavorazione dei metalli prima, e di trasmutazione dei metalli presenti nell’organismo umano poi. Mediante lunghe e complesse operazioni condotte nel proprio laboratorio, accompagnate da preghiere attive indirizzate a Dio, l’alchimista cercava di fabbricare la celebre e mitica Pietra Filosofale, l’Oro perfetto. Questa pietra, polvere di proiezione o Alkaest, era in grado, secondo quanto espresso da tutti i filosofi ermetici, di produrre altro oro, di guarire qualsivoglia malattia, dipreservare dalla vecchiaia e altre mirabolanti e prodigiose proprietà. In tale ambito rinveniamo anche i noti soffiatori,ovvero coloro che si applicavano esclusivamente alla produzione dell’oro, o per meglio dire, tentavano di produrne. Nella realtà, l’alchimia perfetta è una fusione della pratica metallifera vera e propria e di una lavoro interiore volto a trasmutare il sottile del mago. I primi testi alchemici secondo la tradizione ermetica si devono ad Ermete, come già spiegato, a Iside, la dea egizia consorte di Osiride, a Ostane,a Cleopatra, a Mosè, a Maria l’Ebrea (Myriam, sorella di Mosè), a Pitagora, a Platone e ad altri filosofi e sapienti greci. Tra la opere che delineavano i dettami della pratica alchimica ritroviamo il Canto di Salomone, interpretato dai vari studiosi come una guida velata all’alchimia. Al suo interno erano racchiuse alcune affermazioni estremamente interessanti. Tra queste, la convinzione che ciascun pianeta influenzasse lo sviluppo del proprio metallo nel sottosuolo. In poche parole, in base a tale assunto, i metalli erano disposti seguendo una scala di perfezione con il Piombo (Saturno), posto nella parte più bassa di questa graduatoria, essendo connesso con la materia pesante (organismo fisico-materiale). Seguiva lo Stagno legato a Giove, il Ferro collegato a Marte, il Rame in armonia conVenere, il Mercurio abbinato a Mercurio, l’Argento correlato alla Luna e, infine, l’Oro, metallo che veniva collocato in cima a questa piramide, intimamente collegato al Sole. Tra le altre affermazioni, vi era quella che sosteneva l’influenza dei corpi celesti sui caratteri umani, fattore cardine rapportabile all’unificazione – nel cammino alchimico – fra le tecniche metallurgiche e psicologiche. La gerarchia dei metalli, da questo punto di vista deve essere considerata alla stregua di una scala di ascesa spirituale. Con la conquista araba dell’Egitto e di una parte considerevole delle regioni del Mediterraneo orientale, nel VII secolo, i testi greci furono tradotti in lingua araba, permettendo agli sperimentatori arabi di occuparsi di alchimia. Una delle figure maggiormente significative nel panorama sapienziale fu l’arabo  Jabir  ibn Hayyan, noto in occidente con il nome di Geber, un mistico Sufi morto attorno al all’815. Questo sapiente vergò numerose opere a carattere esoterico, matematico, astrologico, astronomico, medico e alchimico. A lui si deve l’adattamento  della numerologia pitagorica e neoplatonica alle pratiche alchimiche. I suoi testi, ritenuti importanti, vennero tradotti in latino a partire dal XII secolo, e con il tempo, giunsero nell’Europa medievale. Gli autori di opere alchimiche proseguirono a celare nei loro scritti le loro sperimentazioni in un complesso codice simbolico, volto a preservarne l’intima natura. Non deve stupire, a riguardo, che la parola gibberish (parola intelligibile), sia derivata da Geber. Molti adottarono una simbologia cristiana e sessuale per spiegare le fasi dell’alchimia operativa, come il famoso Arnaldo da Villanova (morto nel 1311), sapiente spagnolo, alchimista, medico, astrologo e sospetto eretico (termine che significa: colui che sceglie). La sua acredine con le autorità religiose venne mitigata grazie a un talismano astrologico, utilizzato da Villanova per guarire il papa Bonifacio VIII da un attacco di calcoli. Il medico spagnolo definiva l’alchimia come il Rosario del Filosofo,paragonando il processo di trasmutante alla Crocifissione seguita dalla Resurrezione. I maghi moderni sono convinti che la simbolica alchimica nascondesse i segreti della magia sessuale, ma come è noto a chi pratica, si tratta di conclusioni arbitrarie, visto che nella realtà i simboli in questione alludevano alla trasformazione delle energie sessuali e alla sublimazione delle correntimascoline e femminee. Non escludiamo l’esistenza di pratiche sessuali finalizzate a ottenere particolari mutazioni, ma per quanto riguarda  il lavoro alchimico non è così. Diciamo che vi sono delle correlazioni con le energie che sottendono alla libido e al loro dominio, effettuato per addivenire ad una trasformazione di queste correnti. Gli alchimisti si sono serviti di immagini sessuali applicate all’arte Regale o Ars Regia, con l’intento di esternare un parallelo tra la vitadei metalli e quella umana. Qualunque combinazione intercorrente tra due metalli veniva definitacopulazione (o matrimonio), così come il prodotto che ne risultava equivaleva a una nascita. Il sollevarsi dei vapori provenienti da un materiale riscaldato, invece, configurava lo spirito, che sorgeva dal cadavere al momento della morte. Soffermiamoci ancora sul XII secolo e sulle traduzione scaturenti dai testi degli alchimisti arabi. In essi era sigillata la dottrina astrologica e, grazie ai libri di questi studiosi, si originò un forte interesse per l’astrologia cosiddetta colta. Tra i personaggi che ebbero un ruolo determinante nei confronti delle tesi astrologiche vi era un illuminato arabo, Albumazar (Abu Mashar di Bagdad, 805-885), il quale era convinto che il mondo era stato creato nel corso della congiunzione di tutti i pianteti nel primo grado dell’Ariete. La fine del mondo, egualmente, si sarebbe concretata durante la medesima congiunzione planetaria. Qualunque sia la verità, la Magia, l’Ermetismo e l’Alchimia  fanno parte di quellaconcezione iniziatica che offre all’iniziato e alla sua volontà occulta la possibilità di pervenire a un perfezionamento, capace di ricondurlo verso le terre dell’Assoluto, oltre iconfini del tempo, e di ricongiungersi con le sue origini cosmiche e divine.

SAINT GERMAIN: IL CONTE DEI MISTERI – STEFANO MAYORCA

SAINT-GERMAIN

IL SAPIENTE ALCHIMISTA

Prima parte

Molti sono coloro che hanno forzato le leggi di Natura per giungere alla conoscenza dell’Arcano. Tra questi un uomo, un sapiente circondato dal mistero, ha lasciato una traccia profonda nel solco dell’antico sapere. Alchimista leggendario, al pari di Cagliostro, fu considerato un ciarlatano e un millantatore, destino comune di chi segue l’aurea via e tenta di penetrare nel Tempio dei Misteri. Stiamo parlando di San Germano o Saint Germain che nella realtà si chiamava Aymar, ma fu conosciuto come marchese di Betmar.

Qualcuno sostiene che fosse di origine ebraica, oppure portoghese e qualcun altro figlio illegittimo del re del Portogallo. Il grande esoterista Eliphas Levi (il cui vero nome era Alphonse Louis Constant 1810-1875), ci fornisce alcune notizie biografiche sul controverso alchimista nella sua splendida “Storia della Magia”(1859): “Questo singolare personaggio era un teosofo misterioso che si faceva passare come possessore dei segreti della Grande Opera per la fabbricazione dei diamanti e delle pietre preziose; era d’altronde un uomo di mondo, di gradevole conversazione e di gran distinzione di modi. La signora di Genlis, che durante la sua infanzia lo vedeva quasi tutti i giorni, assicura che sapeva dare anche alle gioie che dipingeva tutto il loro naturale splendore e un fuoco di cui nessun alchimista né alcun pittore poteva indovinare il segreto. Aveva trovato il modo di fissare la luce sulla tela, impiegava qualche preparazione di madreperla o qualche incrostazione metallica? E’ quanto ci è impossibile di sapere, poiché non ci resta alcuna di quelle meravigliose pitture. Il Conte di San Germano professava la religione cattolica e ne osservava le pratiche con grande fedeltà. Si parlava peròd’evocazioni sospette e d’apparizioni strane; egli si vantava di possedere il segreto della gioventù eterna. Era forse misticismo, era follia? Nessuno conosceva la sua famiglia e a sentirlo parlare di cose del tempo passato, sembrava che egli avesse più secoli. Parlava poco di tutto quanto si riferiva alle scienze occulte, e quando gli si domandava l’iniziazione, pretendeva di non sapere niente; sceglieva egli stesso i discepoli, e domandava loro subito un’obbedienza passiva, poi parlava loro di una regalità alla quale erano chiamati, quella cioè di Melchisedecco(Melchisedec) e di Salomone, la regalità degli iniziati che è ancora un sacerdozio. “Siate la fiaccola del mondo, diceva, e se la vostra luce non è quella di’ un pianeta, voi non sarete nulla dinanzi a Dio: io vi riserbo uno splendore di cui quello del Sole non è che l’ombra, allora voi dirigerete il cammino delle stelle e governerete quelli che regnano sugli imperi”. Queste promesse, di cui il significato ben compreso non ha nulla che possa meravigliare i veri Adepti, sono riferite, se non testualmente, almeno quanto al senso delle parole, dall’autore anonimo d’una Histoire des societès secrètes en Allemagne, e bastano per far comprendere a quale iniziazione apparteneva il conte di San Germano”. L’allusione di Levi all’Ermetismo operativo, all’Alchimia, alla rituaria e al simbolismo massonico (Rosa+Croce) sono evidenti. Seguendo delle fonti documentali riservate apprendiamo che Saint Germain nacque a Lentemeritz, in Boemia, alla fine del XVII secolo. A quanto pare era figlio naturale o adottivo di un Rosa + Croce  che si faceva chiamare Comes Cabalicus(il compagno cabalista), il quale fu messo in ridicolo con l’appellativo di Conte di Gabalis, nomignolo coniato per lui dall’abate di Villars. Germain non parlava mai di suo padre e come narrava egli stesso, all’età di sette anni era proscritto (bandito, esiliato) e costretto a vagare con sua madre nelle foreste. Nella realtà, la madre a cui il futuro sapiente si riferiva non era una donna in carne ed ossa, ma simboleggiava metaforicamente laScienza sacra e iniziatica degli Adepti. Anche l’allusione alla sua età, sette anni – numero sacrale e segreto legato all’introduzione nel Tempio dei Misteri – cela un concetto iniziatico connesso con il numero di anni che occorre all’ermetista per essere avanzato al grado di maestro. Le foreste delle quali parlava, invece, rappresentano gli imperi legati alla vera luce e alla civilizzazione. Imperi spogli, non mondani e ridondanti di potere. Se pensiamo alla leggenda tutta simbolica ed esotericamente operativa di Merlino e Morgana perverremo alla conoscenza del secreto(da secrezione) Incanto,che elegge i boschi e le foreste quali luoghi deputati alla iniziazione naturale e occultata, e alla sapienza suprema che da essi si promanava. I principi che animavano la missione del Conte alchimista erano intimamente correlati con il sapere dei Rosa Croce e a tale riguardo è interessante sapere che aveva fondato in patria un circolo occulto, dal quale si separò quando al suo interno si insinuarono principi anarchici e destabilizzanti. Per questa ragione fu sconfessato dai suoi confratelli e accusato di tradimento. Taluni autori di memorie sull’Illuminismo sostenevano che Germain fu gettato nelle segrete del carcere di Ruel. La signora di Genlis (precedentemente menzionata) al contrario, raccontava che perì nel ducato di Holstein in preda ai tormenti generati dalla sua coscienza e alle paure scaturenti dall’incognita della morte. Ogni congettura da questo punto di vista è sterile, l’unico fatto veramente rilevante è che ad un tratto si eclissò da Parigi, quasi si fosse smaterializzato. Nessuno da allora ha mai saputo dove risiedeva e che cosa gli fosse accaduto.

IL SEGRETO DELLA VITA E DELLA MORTE

IL MISTERO INIZIATICO NEL CIRCOLO OCCULTO DI SAINT GERMAIN

 La descrizione di un rito arcano legato alla morte iniziatica, pone in luce alcune simboliche facenti parte della società segreta fondata dal Conte di Saint Germain, San Jakin, che rimase operativa fino alla Rivoluzione Francese e poi venne assonnata, o più verosimilmente si dissolse senza lasciare traccia. Il racconto dettagliato di tale cerimonia apparve su un libello vergato dai detrattori dell’Illuminismo con l’intento di gettare ombre sull’attività di questo ordine iniziatico. L’attendibilità del rituale presenta dei lati oscuri che in qualche maniera ne minano l’autenticità tuttavia, in base alla mia esperienza in questo ambito, alcuni passaggi corrispondono a realtà. Il tipo di iter descritto pare ricongiungersi con pratiche note ai Rosa Croce e al Templarismo magico. Il soggetto che subiva la morte simbolica (l’iniziando) era paragonabile in qualche maniera alla figura del Cristo il quale, secondo tale filosofia (di matrice gnostica), circondato da bende e profumi, non sarebbe stato rinchiuso nel sepolcro nuovo di Giuseppe d’Arimatea, bensì restituito alla vita nella dimora stessa di San Giovanni. Era questo il presunto Mistero che veniva celebrato al suono di uno  strumento misterioso (armonica) e delle trombette. Il nome della congrega gnostica, San Jakin,tra le altre cose, è simbolicamente collegato con le due iniziali incise sulle due principali colonne del Tempio di Salomone (in seguito tempio
massonico), Jakin e Bohas. L’iniziale di Jakin in ebraico rappresenta lo Jod,lettera sacra dell’alfabeto ebraico che è poi l’iniziale del nome divino Jeova. Jakindunque, serve a velare alla corrente volgare e profana il vero nome di Dio. Ciò spiega il senso etimologico racchiuso nel nome San Jakin. I Sangiachinisti, inoltre, praticavano la teurgia divina. Eliphas Levi spiega nella sua Storia della Magia, che la morte apparente descritta nel rito, poteva essere stata prodotta per mezzo di tecniche magnetiche che innescavano uno stato simile al sonnambulismo. Anche l’utilizzo di sonorità particolari e verbalizzazioni misteriose assume rilevanza e pone in evidenza le tecniche di Mesmerismo.

IL SEGRETO DEL CONTE DI SAINT GERMAIN – STEFANO MAYORCA

IL SEGRETO DEL CONTE ALCHIMISTA

Seconda parte

La figura di questo sapiente, quasi inconsistente e impalpabile, accorpa attorno a sé ogni tipo di peculiarità. Si racconta che egli fosse un fisico e un chimico dalle straordinarie qualità e capacità. Sembra conoscesse il segreto di saldare assieme i diamanti senza che si potesse scorgere alcuna traccia del lavoro eseguito. Era in grado di epurare le pietre preziose, riuscendo in tal modo ad accrescere il valore delle gemme più imperfette e di quelle comuni. Abile musicista, conoscitore di diverse lingue, pittore (come già detto) e produttore di portentosi cosmetici. Uomo eclettico viene citato nelle memorie di personaggi celebri quali Giacomo Casanova e  Voltaire. Mozart (massone e iniziato ai Misteri), Cagliostro e Madame de Pampadour invece lo conobbero personalmente.

La leggenda – o forse una verità non ben compresa – vuole che egli avesse facoltà di sparire improvvisamente e di riapparire simultaneamente in più luoghi. Per tale ragione si è supposto che non si trattava di un unico individuo, ma di un gruppo di persone che avevano il medesimo aspetto e la stessa identità, ed erano introdotte nelle corti europee. Questa versione è un po’ romanzata e sembra una forzatura, ma fa risaltare la popolarità di Germain. Si racconta anche che avesse scoperto il segreto dell’Elisir di lunga vita e fosse riuscito a fabbricare la famosaPietra Filosofale. Si vociferava all’epoca che il Conte dei misteri fosse un iniziato noto con il nome di Altotas… Levi ci dice che non era molto alto, era bruno e riccamente vestito. Secondo altre versioni, viceversa, era di media statura, aveva la fronte spaziosa e gli occhi penetranti. Ancora Levi dichiara che Germain poteva cambiare aspetto a suo piacimento assumendo di volta in volta la fisionomia di un vecchio, di un giovane e altre maschere ancora. La cosa potrebbe essere posta in relazione con le mutazioni sciamaniche operate per mezzo del Mediatore Plastico (Corpo Lunare) dagli autentici sciamani, come riportato anche da Castaneda nei suoi libri. Non a caso, in base ad alcune opinioni Saint Germain conosceva e praticava losciamanesimo. Realtà e mistero si fondono, dando vita ad una ridda di ipotesi che difficilmente possono essere dipanate. Tuttavia, le valenze sapienziali che riguardano Il Conte alchimista delineano un quadro interessante circa le cognizioni basilari che egli possedeva, le conoscenze e la preparazione in campo alchimico ed ermetico. Non si trattava di un volgaresoffiatore di vetro,ma di un valente iniziato e sperimentatore, su questo non possono sussistere dubbi. Come rilevato precedentemente, le accuse di frode lo accomunano alle alterne vicende connesse con la vita di Cagliostro; ma a differenza di Giuseppe Balsamo che fu rinchiuso nella famigerata Rocca di San Leo per il resto della vita, Germain ebbe risparmiata un sorte tanto assurda e triste.  Uno strano caso quest’ultimo, visto che Cagliostro veniva considerato un innocuo imbroglione. In effetti non si comprende il motivo per cui venne imprigionato a vita. Evidentemente non era un ciarlatano e risultava un personaggio assai scomodo per il potere ecclesiastico che aveva riservato la stessa fine al Borri (l’alchimista amico del marchese di Palombara), confinandolo nelle segrete di Castel Sant’Angelo. Anche la morte di San Germano è densa di ombre e misteri, e in alcune opere a lui dedicate si sostiene che perì nel 1784 (altri sostengono nel 1795) a Eckernforde (ducato di Holstein) nel castello del Principe Carlo di Assia-Cassel, un rosicruciano. Si narra in merito che dopo un viaggio, a una settimana di distanza dalla scomparsa dell’alchimista, il Principe fece ritorno al castello e decise di fare aprire la tomba per decretare un ultimo saluto al suo illustre ospite. La salma di Saint Germain non fu rinvenuta. In ogni caso fu visto vivo e vegeto l’anno seguente, notevolmente ringiovanito, ad un convivio massonico tenutosi a Wilhelmsbad. Ma non è tutto. Nei diari di Maria Antonietta si legge che nel periodo in cui la Rivoluzione Francese era alle porte, le tornarono in mente le parole profetiche proferite dall’alchimista connesse con eventi che la riguardavano da vicino. Tali rivelazioni concernevano le sciagure future che l’avrebbero colpita. Nei suoi scritti la Regina si rammaricava di non avergli creduto e di non aver approfondito la questione. La fama del sapiente crebbe a dismisura, tant’è che Napoleone III fece svolgere delle indagini ufficiali sul suo conto. La sua enorme bravura in ambito chimico lo portò ad elaborare procedimenti industriali per la tintura delle sete, del cuoio e per la preparazioni di oli ed essenze. Il mito, la leggenda e tutto quanto orbitava attorno al grande mago condensano una infinità di possibilità e di interrogativi che ancora oggi attendono risposte esaurienti. Forse non è così determinante capire, basterebbe avere coscienza del fatto che la sua opera ancora oggi è attuale e interagente con la sapienza occulta, celata e custodita gelosamente in ambiti segretissimi. Il volgo pensa erroneamente che le antiche dottrine siano scomparse, solo perché apparentemente non vi è traccia della loro presenza. In realtà esse sono operative ma occultate. La Via che conduce all’immortalità è irta di ostacoli e di trappole, sta all’iniziato cercare il passaggio che porta verso le regioni arcane dove risplende la fiamma sapienziale. Questi viaggiatori del tempo cosmico, nomi che rifulgono di luce, ci hanno lasciato in eredità preziose perle di ermetica conoscenza. Saint Germain non sfugge a questa regola e sembra sorridere dalle propaggini dei secoli, perché la sua opera continua a dispensare insegnamenti a coloro che guardano oltre le apparenze dell’umana natura. L’aspetto più puro dell’alchimia, della trasmutazione che ne consegue e di più trasmutazioni, trova il suo centro e cuore in quelle dinamicheorganicheche sottendono alla trasformazione della materia pesante che compone ogni singolo elemento sottile deputato al cambiamento. Oltre le facili considerazioni che serpeggiano tra le menti profane si erge maestoso il gran portale dei Misteri, la soglia del Solve et Coagula. Qui l’eterno Sole Invictus della Tradizione sparge i semi fecondi che dal parto occulto porteranno alla luce l’autentica essenza, l’altro che deve crescere in noi dopo lunga gestazione. Il Maestrodormiente lentamente si ridesta dal letargo, schiude la sua corrente permeando l’involucro occultato, e sprigiona l’Oro secretato che determina la grande mutazione interiore. Al di là della materia, le correnti vibrazionali si muovono e conferiscono il magico ascenso che tutto trasforma rinnovandosi, e rinnovando ogni più piccola parcella dell’animo e di quel Lunare che deve concretarsi e animarsi consolidandosi, allo scopo di trascendere l’umana ragione e la vile materia, così come Saint Germain  fece, riuscendo a compiere la mirabile e irraggiungibileGrande Opera.

IL VERO MAESTRO

Chi è un vero Maestro? Chi, oggi come sempre, può essere definito veramente tale? Come riconoscerlo fra tanti volti sinceri o ambigui che si presentano all’aspirante discepolo? In specie, fra i tanti inadeguati o ciarlatani conclamati che inquinano le molteplici discipline dello spirito rivolte alla rivelazione dell’Essere e alla conquista della conoscenza e dell’illuminazione interiore?

Queste sono solo alcune delle domande semplici e fondamentali che molti di coloro che, dotati di un minimo di consapevolezza, avendo intrapreso o intendendo intraprendere il percorso della ricerca e della realizzazione spirituale, sia essa ermetica, esoterica o filosofica, si pongono. In questa difficile e delicata realtà, nella quale molti, troppi forse, si improvvisano maestri per svariati motivi e interessi personali senza la necessaria preparazione né i requisiti morali di base, è tutt’altro che facile distinguere il grano dal loglio.

Questo decalogo, nel quale si espongono quelle che dovrebbero essere le caratteristiche basilari e strutturali del modello di maestro ideale, cioè nella sua accezione più alta, perché altrimenti non si è maestri ma tutt’al più “istruttori”, può aiutare almeno a riuscire a comprendere meglio la persona o le persone con le quali ci si interfaccia su questa via. Qualcuno potrà obiettare: ma un maestro così non può esistere! Può darsi. Allora chi si pone o intende porsi in questa condizione di alta “guida” e “referente” in un percorso di tale importanza, anche se sostenuto dalle migliori premesse, rifletta bene prima di compiere un passo falso fatale per sé e per altri. Meglio un cattivo o mancato maestro in meno, piuttosto che ingannare chi cercando con fiducia la Verità troverà infine soltanto una maschera di ipocrisia o mediocrità.

Chi è il vero Maestro?

Il vero Maestro è colui che sa ascoltare e comprendere.

Il vero Maestro non giudica, non semina odio né calunnia, non attacca nessuno e non sminuisce il lavoro degli altri.

Il vero Maestro vede oltre le apparenze.

Il vero Maestro svolge il suo servizio con il massimo disinteresse personale.

Il vero Maestro pensa sempre e unicamente al bene del discepolo.

Il vero Mastro comunica con la saggezza e la conoscenza maturate e confermate attraverso la propria esperienza, ma soprattutto con l’esempio.

Il vero Maestro ha sempre il più ampio rispetto per il discepolo e per la sua libertà.

Il vero Maestro non ti attrae mai nel suo tempio interiore, ma ti fa scoprire il tuo tempio interiore.

Il vero Maestro non ti rende dipendente da lui, ma indipendente dal maestro stesso.

Il vero Maestro non si preoccupa se il discepolo lo supera o meno ed è il primo a gioire delle sue realizzazioni.

Il vero Maestro ti fa crescere senza mai farti sentire piccolo e senza mai farsi credere o sentire grande.

Il vero Maestro é un Essere che non vuole insegnare a qualcuno, ma sono gli “altri” che vogliono imparare da Lui.

Il vero Maestro non impone mai la propria parola attraverso la fede o l’ipse dixit, ma ti propone i mezzi per sperimentarne la verità.

Il vero Maestro è distaccato dalle piccolezze umane e dalle bassezze del mondo.

Il vero Maestro non respinge la critica e non si infastidisce se qualcuno lo contraddice.

Il vero Maestro è inclusivo, aperto e amorevole.

Il vero Maestro non ti guarda dall’alto, non si nega né si fa desiderare, ma ti accoglie sempre benevolmente.

Il vero Maestro non ti incute paure, apprensioni ed ansie.

Il vero Maestro non pone né si pone domande se un discepolo si allontana, né tanto meno per questo lo calunnia o ne sminuisce il valore agli occhi degli altri, ma ne rispetta la scelta.

Il vero Maestro fa in modo di metterti in condizione di rivelare le tue ricchezze interiori.

Il vero Maestro non dà consigli ma semplicemente strumenti che gli “altri” possono applicare per risolvere da soli i conflitti.

Il vero Maestro non promette niente che non abbia realizzato in se stesso.

Il vero Maestro ti indica una via e sta a te percorrerla con le tue proprie forze.

Il vero Maestro ti è vicino nei momenti felici e dentro di te nei momenti di sconforto.

Il vero Maestro rispetta qualunque credo o idea altrui.

Il vero Maestro non impone il suo modo di vedere le cose, né regole costrittive o prive di senso.

Il vero maestro non rimprovera né mortifica il proprio discepolo.

Il vero Maestro non predica bene e razzola male.

Il vero Maestro non millanta né vanta mai “poteri” o “facoltà” straordinari.

Il vero Maestro è umile e consapevole di potere a sua volta imparare dai suoi discepoli.

Il vero Maestro non parla sempre di se stesso.

Il vero Maestro non specula economicamente, né chiede offerte o contributi diretti o indiretti alla propria “opera”.

Il vero Maestro riflette sempre, in ogni occasione, il proprio profondo equilibrio interiore.

Il vero Maestro non dice mai di esserlo.

Il vero Maestro non si autodefinisce né si fa chiamare Maestro.

Il vero Maestro non pontifica, non pretende, non dichiara di essere il detentore di verità assolute.

Il vero Maestro è felice di ammettere di essere egli stesso alla ricerca della Verità, esattamente come il proprio discepolo.

Il vero Maestro ti aiuta a conoscere te stesso e a fare fiorire la tua anima.

Il vero Maestro spirituale ci mostra il cammino verso un concreto miglioramento dell’Essere, nell’Armonia e nella Serenità.

DANTE ALIGHIERI MAGO E INIZIATO ROSA+CROCE – STEFANO MAYORCA

Nell’intricato mondo dei simboli e delle iniziazioni si cela il segreto di uomini e personaggi di alto lignaggio i quali, ricercando le radici dell’essenza magico-ermetica e di una tradizione millenaria, si sono avventurati nei meandri della sapienza secretata.

Tra questi il sommo poeta e iniziato ai Misteri, Dante Alighieri, che militò a lungo  nella cerchia ermetica dei Fedeli d’Amore, il cui maggiore esponente e Gran Maestro era il poeta Guido Cavalcanti. Non a caso, in una sua prosa contenuta all’interno dell’immortaleDivina Commedia, Dante afferma: “O voi che avete gl’intelletti sani, Mirate la dottrina che s’asconde Sotto il velame delli versi strani”.

Il riferimento ad alcune verità nascoste di ordine ermetico celate nell’opera dantesca appare evidente. Il poeta allude alla simbolica che egli stesso ha inserito nel suo capolavoro, per nulla profano o semplicemente stilistico, bensì  compiutamente iniziatico. Le valenze occulte e sapienziali dunque, vanno rinvenute al di là del velo arcano che serra la Verità a chi non è pronto a sollevare i sette veli isidei i quali, una volta discostati, lasceranno intravedere (ma non ancora vedere), l’essenza più intima del Sapere. Spiega il grande esoterista e studioso francese Renè Guenon che il testo dell’Alighieri, lontano dall’essere totalmente compreso, abbisogna di una competenza fuori della norma: “Coloro stessi che hanno intravisto questo lato esoterico dell’opera di Dante si sono molto ingannati quanto alla sua vera natura, dato che, il più delle volte, non avevano capito la reale comprensione di queste cose, e dato che la loro interpretazione risentiva dei pregiudizi che era loro impossibile evitare. Così Rossetti e Aroux, che furono tra i primi a segnalare l’esistenza di questo esoterismo, credettero poter concludere all’ ”eresia” di Dante, senza rendersi conto che così mischiavano delle considerazioni riferentisi a dominii del tutto differenti; la verità è che pur sapendo certe cose, ve ne sono molte altre che essi ignoravano e noi cercheremo di indicarle, senza avere affatto la pretesa di dare un’esposizione completa di un soggetto che sembra veramente inesauribile” (Renè Guenon – L’esoterismo di Dante – Atanòr, 2004).

E’ noto che Dante fosse un Adepto rosicruciano, e come vedremo più avanti anche Eliphas Levi, il noto occultista autore di importanti testi sulla dottrina magica, lo sostiene. Come è palese, questo ordine occulto era di impronta ermetica e la sua storia rientra in quella tradizione legata agli ordini cavallereschi. Nell’epoca che ci interessa questa filosofia ermetica era custodita all’interno di organizzazioni iniziatiche come quelle della Fede Santa e dei fedeli d’Amore, della Massenia del San Graal (Massoneria ascetica i cui appartenenti si chiamavanoTemplisti), dei Templari e delle numerose confraternite di costruttori preposti allora a rinnovare l’architettura del Medioevo. Non dobbiamo dimenticare, da questo punto di vista, che la Massoneria moderna discende, a quanto consta, proprio dalla Massenia del San Graal, nata dalla leggenda Arturiana e dalle gesta del profeta Merlino, costruttore di un tempio in cui è conservata la Sacra Coppa. La denominazione di Fraternitas  Rosae-Crucis si concretò per la prima volta nel 1374 (qualcuno opta per il 1413), e la figura leggendaria di Christian Rosenkreuz, presunto fondatore dell’organismo iniziatico, non fu costituita che attorno al XVI secolo, anche se il simbolo della Rosa-Croce è molto più antico. Levi, come accennato, nella suaStoria della Magia (Histoire de la Magie), descrive una sua interessante teoria circa le connessioni tra Dante e i Rosa-Croce : “Si sono moltiplicati i commenti e gli studi sull’opera di Dante, e nessuno, a nostra conoscenza, ne ha segnalato il vero carattere. L’opera del grande Ghibellino è una dichiarazione di guerra al Papato con la rivelazione ardita dei misteri. L’epopea di Dante è gioannita (Giovanni è stato considerato come il capo della Chiesa interiore) e gnostica; è un’applicazione ardita delle figure e dei numeri della Kabbala ai dogmi cristiani e una negazione segreta di tutto ciò che vi è di assoluto in questi dogmi. Il suo viaggio nei mondi soprannaturali si compie come l’iniziazione ai Misteri d’Eleusi e di Tebe. E’ Virgilio che lo conduce e lo protegge nei cerchi del nuovo Tartaro, come se Virgilio, il tenero e malinconico profeta dei destini del figlio di Pollione, fosse agli occhi del poeta il padre illegittimo ma vero…”.

Se analizziamo alcuni aspetti della Divina Commedia, in particolare la divisione in tre mondi dell’opera stessa, è comune a tutte le dottrine insite nella Tradizione. In base a tale assunto i tre regni sono i seguenti: gli Inferi, il Cielo e la Terra. L’infero è connesso con l’iniziazione, con la discesa nelle zone buie e terrigene. Qui, nell’utero primigenio, la Terra (Magna Mater), l’iniziando deve morire simbolicamente e, dopo avere subito la morte – della personalità profana – potrà risalire verso la luce (Cielo). Da questo punto di vista i Cieli rappresentano gli stati superiori dell’essere, gli Inferi, invece, gli stati inferiori, come ben spiegato nella Tavola di Smeraldo dove è scritto: “Ciò che sta in Basso è come ciò che sta in Alto, e ciò che sta in Alto è come ciò che sta in Basso, per creare il mistero della Cosa Una”. Così l’autentica iniziazione, alla stregua di un viaggio, viene simboleggiata come un’ascesa celeste cui le sublimi altezze sono configurate da una zona intermedia, il Purgatorio, la montagna sulla cui sommità Dante colloca il Paradiso. La conquista degli stati super-umani, in poche parole, è al centro della crescita iniziatica e della trasmutazione della natura più bassa. Le tre fasi a cui si riferiscono rispettivamente le tre parti (o mondi), della Divina Commedia sono riconducibili alla teoria Indù dei tre guna (le tre qualità o tendenze fondamentali mediante le quali si manifesta l’essere umano). I tre  guna sono: Sattwa – l’essenza pura dell’Essere, correlata alla luce della conoscenza, simboleggiata dalla luminosità delle sfere celesti, o stati superiori; Rajas – l’impulso che provoca l’espansione dell’essere mediante uno stato determinato; Tamas – l’oscurità commista all’ignoranza, radice tenebrosa dell’essere. In questa sintetica spiegazione e ripartizione, Sattwa indica la fase ascendente o gli stati superiori luminosi: i Cieli. Rajas è un insieme della Terra e del Purgatorio (mondo corporeo e fisico), e infine Tamas, chesimboleggia gli Inferi. Nelle tre parti dell’opera dantesca rinveniamo costantemente il termine stelle, con cui il poeta sottolinea l’indiscusso valore del simbolismo astrologico. Anche alcuni numeri assumono una certa importanza: il sette, per esempio, numero sacro dalle valenze magico ermetiche; il tre, che abbiamo da poco analizzato, e il numero nove, il cui valore occulto e iniziatico è ben conosciuto. La loro presenza è estremamente complessa e si ricollega direttamente alla scienza cabalistica. Lo spazio è scarso per poter approfondire questo aspetto. Tuttavia, alfine di fornire un valido esempio, possiamo dire che il sette è legato al numero ventidue, visto che è l’espressione approssimativa della circonferenza al diametro. In tal modo, il sette e il ventidue rappresentano il cerchio, la figura più perfetta per Dante, come d’altro canto per i Pitagorici. Non stupirà sapere a riguardo che la divisione di ciascuno dei tre mondi da poco menzionati possiede questa forma circolare. Dante compie il suo viaggio attraverso i tre mondi, nel periodo della settimana santa, vale a dire al momento dell’anno liturgico corrispondente all’Equinozio di Primavera. In questo periodo, secondo il parere di diversi ermetisti, si officiavano i riti d’iniziazione presso i Catari. Non meno interessante il fatto che nel medesimo periodo, tra i Rosa-Croce si celebrava la commemorazione della Cena del Giovedì Santo. La ripresa dei lavori di questo organismo iniziatico viceversa, avveniva il venerdì alle tre del pomeriggio, esattamente nell’ora in cui morì il Cristo.

La fine e il principio di questa settimana santa del 1300 poi, coincide con la Luna piena, fase durante la quale i Noachiti indicevano le loro assemblee. Nulla è casuale nella scelta dei numeri e dei cicli cosmici con cui Dante elabora la sua visione iniziatica e trascendente, trasfusa magistralmente nel suo capolavoro. Autentico iniziato, egli porta avanti un piano preciso volto a racchiudere nella sua prosa segreti e simboli di un cammino antichissimo, frutto di una Tradizione ancora oggi viva e interagente con il tessuto nascosto delle grandi iniziazioni. Come scriveva il poeta, l’Amore, non quello mistico o profano, ma l’amore che trascende i termini ridotti dell’essere è al centro di qualsivoglia realizzazione: “L’amor che move il Sole e l’altre stelle”.