LE XXII LAME ERMETICHE DEL TAROCCO DIVINATORIO

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Copertina Falconnier

 

FALCONNIER

LE XXII LAME ERMETICHE

DEL

TAROCCO DIVINATORIO

Esattamente ricostruite secondo i testi sacri

e secondo le tradizioni dei Maghi dell’antico Egitto

ILLUSTRAZIONI DI OTTO WEGENER

 

 

Questo volume costituisce la prima traduzione italiana di un importante e celeberrimo testo consacrato ai Tarocchi, apparso per la prima volta in Francia nel 1896. Apprezzato e citato in ogni bibliografia di opere serie dedicate ai Tarocchi, si distingue per la profonda e originale descrizione di ogni lama, interpretata in chiave esoterica sulla base del suo antico simbolismo egizio. La stessa Madame de Thèbes, famosa chiaroveggente dell’epoca, nella prefazione al libro sottolinea con queste parole il valore dell’opera: “Tutti, grazie a voi, potranno oramai comprendere, ammirare ed all’occorrenza consultare questi arcani misteriosi dell’Alta Scienza dei Maghi, perché i vostri Tarocchi sono di una lucidità psichica incomparabile e le loro massime così consolanti ad ogni riguardo, possono servire anche a dirigerci in tale o talaltra via favorevole alla nostra riuscita nella battaglia che dedichiamo ogni giorno all’ignoto”.

Nella sua introduzione scrive l’Autore:

“Il Tarocco, dal sanscrito TAR-O, stella fissa, (probabilmente la polare che simboleggiava la tradizione immutabile nell’astrologia antica) non è altro che la sintesi teosofica e simbolica del dogma primitivo delle Religioni e nello stesso tempo un metodo semplificato di astrologia, ritrovato dal Mago Ermete soprannominato Trismegisto, che era jerofante dei Templi di Tebe, 2000 anni prima di G. C., dove si serviva del Tarocco come strumento divinatorio. Era inciso allora su 22 lame d’oro che presentavano in più, dei geroglifici simbolici, le figure dell’alfabeto ieratico dei Maghi che corrispondono ad un numero sacro (scienza magica dei numeri); vi si vedevano anche i segni dello Zodiaco e dei sette Pianeti, e fu pressoché completamente distrutto all’epoca dell’ invasione dei Persiani, sotto Cambise. Era riprodotto anche in affreschi sulle pareti delle cripte dei grandi Templi che servivano alle iniziazioni dei profani, i quali venivano accolti nel collegio dei Maghi e custodito da un sacerdote chiamato Pastoforo che ne spiegava solamente il senso simbolico ai Neofiti; le Chiavi divinatorie erano svelate unicamente a coloro che giungevano ai più alti gradi del sacerdozio di Iside, e sotto pena di morte per chi ne avesse rivelato i misteriosi arcani.

Le 22 lame disposte secondo l’ordine dell’alfabeto numerico danno la definizione completa del Dogma dell’Alta Magia degli antichi; quando si mischiano tutte le lame tra loro, il significato individuale si trova modificato da quelle che le attorniano ed esse danno allora una sentenza sacerdotale e filosofica, così come una risposta buona o cattiva secondo la concordanza delle lettere e dei numeri, a tutte le domande che possa porre una mente umana. È in sintesi una tavola Pitagorica psicologica stupefacente, ma di cui non possono servirsi utilmente che gli Iniziati i quali possiedono le chiavi ermetiche, e gli intuitivi che possono leggere nell’astrale,  perché gli oracoli sono dati sempre in un senso esoterico”.

Dal Sommario dell’opera:

Lettera-Prefazione – Le XXII Lame Ermetiche del Tarocco Divinatorio – Spiegazione dei Geroglifici Simbolici del Tarocco Divinatorio – Il Mago – Il Santuario – La Natura – Il Vincitore – Il Gerofante – La Prova – Il Trionfo – La Giustizia – Il Saggio – La Sfinge – La Forza – Il Sacrificio – La Morte – Il Sole – Il Tifone – La Piramide – La Stella – L’Amore – Il Risveglio – La Corona – L’Ateo – La Notte – I Geroglifici del Tarocco Divinatorio (XXII Tavole) – Avvertenza – Tre Oracoli Resi dal Tarocco Divinatorio ecc.

Edizione in ampio formato (cm. 22,5 x 31,5), 100 pagine con numerose illustrazioni, € 20,00