IL LIBRO DI AK Z UR

20,00

Descrizione

 

 

Giammaria

 

Il Libro di Ak Z Ur

Tavole Sinottiche

Auri Campolonghi

Glosse al Libro di Ak Z Ur

In appendice:

Due interviste a GiammariaDopo i Dissertamina e l’Epistolario filosofico di Marco Daffi, gli Atti del Corpo dei Pari e le Novelle Caba-listiche di Ur Aza, Il Libro di Ak Z Ur continua quel filone ermetico-alchimico che caratterizza la collana ove esso appare.

Ma, se i testi già pubblicati propongono alcuni aspetti singolari dell’ermetismo stesso: da una vi-sione così caratteristica e personale quale appare nei due volumi del Daffi, ad un aspetto impensato della vita “occulta” di una città (Genova) come emerge dagli Atti, nonché alle interessanti ed “uniche” esperienze di Ur Aza, una delle rare donne autenticamente impegnate nell’opus, il Libro di Ak Z Ur riveste un’importanza fondamentale perché propone quella che potremmo definire una completa visione d’insieme dell’ermetismo alchimico.

Già nelle arti figurative o in letteratura il vero artista emerge non quando realizza soltanto una o più opere, pur pregevoli o tecnicamente perfette, e neppure quando compone un sonetto o scrive un racconto, bensì quando “apre” un suo discorso, propone una sua tematica, sviluppa una sua idea. Così Giotto, Michelangelo, Dante e molti altri si staccano nettamente da quella pletora di pur ottimi esecutori, ma non altro.

Ak Z Ur, nel “suo” Libro, altro non propone se non le “sue” archetipiche immagini ermetico-alchimiche, così come esperite in anni di “iter iniziatico”, le quali immagini amalgamandosi l’una con l’altra ed integrandosi a vicenda, costituiscono una completa visione ermetica. È proprio questa “visione d’insieme” l’architettura che caratterizza il Libro e lo stacca nettamente da altri testi (che possono essere definiti “operativi”), perché in esso, attraverso una serie di tavole grafiche da assumersi come mandala, emerge una chiara e lucida prospettiva del tutto. E se queste immagini sono “lucide”, le stesse non possono non essere caratterizzate da una precedente iterazione operativa della quale rappresentano le soglie varcate.

Non è quindi il Libro “tema da Oratorio”, bensì frutto di “Laboratorio” (la fucina ermetica) e le tavole stesse costituiscono così un valido motivo di meditazione intesa in puro senso occidentale, ovvero quale “riflessione”.

Già il titolo stesso del libro è spunto per una prima domanda: che cos’è il Libro di Ak Z Ur?

Forse un antico manoscritto ritrovato in qualche sperduta quanto esotica località del nostro vicino oriente? (domanda abbastanza ovvia derivante dal credo, tanto comune nei più, “ex oriente lux”).

O forse un celatissimo testo di segreti iniziatici al quale i profani fino ad oggi non potevano ac-cedere? (credo altrettanto comune per chi confonde il “segreto” con il “secreto”, che non è segregare bensì secernere).

Niente di tutto questo.

Il Libro di Ak Z Ur altro non è se non il libro scritto da Ak Z Ur, nome sotto la cui identità al secolo si cela un operatore di ermetica dei nostri giorni. Da ciò la prima tematica del “nome occulto” o “nome iniziatico”: Ak Z Ur (di chiara intonazione caldeo-assira) è una “antica risonanza” in uno stato più sottile di percezione oltre quella dimensione che vien detta del “reale”. Può, a questo proposito, essere spontaneo chiedersi se il “nome” possa avere valore o riferimento sul piano “storico” ovvero se, attraverso una discesa archeologica nel proprio passato, sia possibile acquisire la consapevolezza di una o più identità antiche più o meno lontane nel tempo: questo problema è di per se stesso valido e meriterebbe di essere oggetto di considerazione se, alla luce del più puro erme-tismo occidentale che non disperde l’intuitivo a scapito del razionale, ulteriore motivo di meditazione potrebbe essere altrettanto la raffigurazione di tutto il processo retrospettivo sulla base del tema ermetico del “come se”. Resta perciò il “nome”

       ………nell’ordine del verbo………

       ………evocazione della presenza del nume………

come è proposto in una tavola del libro.

Il Libro di Ak Z Ur delinea in principio la visione del mondo quale antitesi fra cosmo e caos e svolge una tematica che può essere senza dubbio definita in “termini idealistici”, storicamente ap-pena adombrata in autori ermetici occidentali (o forse mai esplicitamente proposta) mentre è chia-ramente formulata nel pensiero ermetico orientale. Per questo suo aspetto, come pure per il suo relativismo, il Libro è certamente innovatore (considerando altresì che “idealismo” e “relativismo” sono nel Libro piuttosto espressioni del “pragmatismo” che tutto il Libro stesso pervade e lo informa).

Dall’universo al microcosmo uomo, inteso come adam kadmon, uomo cosmico, compe-netrato e comprensivo di tutte le forze agenti nell’universo stesso. Sulla base, poi, dei contrapposti fisso e mobile, positivo e negativo si svolge la tematica esistenziale dell’uomo nel quale si com-binano tutte quelle qualità elementali, intellettive ed archetipiche che sono comunemente rappresen-tate nei testi con i tre grandi “numeri eonici”: il quattro, il sette ed il dodici.

Anche in questo il Libro può essere considerato più che innovatore, originale oltreché nella materia anche nel linguaggio. In questo senso si può dire che continui l’opera del Kremmerz il quale, già agli inizi del nostro secolo, ebbe il merito più che di abbandonare quel linguaggio spesso arcaico ed obsoleto che fino ad allora contraddistingueva gli autori in materia di ermetismo (termine coniato dallo stesso Kremmerz), quanto di introdurre nuove “immagini” così come ebbe a fare lo stesso Paracelso già nel sedicesimo secolo. Al giorno d’oggi, poiché è praticamente impos-sibile rimuovere dalla nostra mente tutto quell’insieme di nozioni e concetti logici espressi in termini correnti, porre, da parte del lettore e studioso al tempo stesso, l’attenzione sui concetti così come proposti e rappresentati nel Libro, può certamente facilitarne la comprensione, anticiparne la visio-ne o chiarirne l’immagine.

Dalla tematica del mondo e dell’uomo si passa a rappresentare l’opus ermetico (la Grande Opera): in tal senso sono così considerati i tre regimi, la fase secca e quella umida della via, l’esperienza delle sette forme, le operazioni a due vasi e così via. Il tutto è rappresentato tenuto conto che la stella d’Ermete brilla anche nella sfera del razionale: così esperienze eoniche, riti o altro a margine dell’iter stesso sono intesi “operativi” solo se l’individuo dà valore ad essi sul piano della ricezione, in caso contrario questi si esauriscono in quello della sola consapevolezza.

A conclusione è però importante precisare come nel Libro sia esplicito come in sede operativa la conoscenza sia nell’ordine dell’esperienza e non da meno come l’integrazione sia nell’or-dine dell’assimilazione dei contenuti conosciuti in quanto esperiti: “ben si può scendere agli Inferi, di questi conoscere le latebre, i meandri, ma in andata senza ritorno o ritornandone come Orfeo…”, sono parole dello stesso Ak Z Ur.

Ne viene, a rigore, la distinzione fra mitologemi dell’Esperienza ermetica (quali l’Esperienza delle Sette Forme) e mitologemi dell’Integrazione, ovvero fra i simboli di questa (es. il rebis) e simboli di quella (es. il globo di venere): simboli e mitologemi che, per il vero, “nella prassi di gergo si omologano”. Conformemente, il Libro si conosce in quanto se ne esperiscono le formulazioni e se ne assimilano i contenuti esperiti… in questo senso le tavole del Libro possono riuscire media-trici nel/del processo integrativo.

Una “summa”, il Libro, dell’Ermetismo vestito con abiti moderni ad accentuarne ancora mag-giormente il contenuto universale nel senso che (come cita l’ultima tavola)

………lo splendore di

………è veste della rivelazione………

Indice dell’Opera:

Premessa di Pier Luca Pierini R. – Prima parte: Il Libro di Ak Z Ur – Editoriale – Presentazione –  Istruzioni per l’uso – Altre notizie – Il PRINCIPIO – La DINAMICA del PRINCIPIO – La COSCIENZA – L’UNIVERSO – L’UOMO e il MONDO – Le ANTINOMIE COSMICHE – L’ASTRO – I PIANI – Le COMPONENTI – Gli ELEMENTI – L’EVESTRO – Le ANALOGIE COSMICHE – Gli ELEMENTALI – Le QUALITÀ ELEMENTARI – Le DETERMINAZIONI – Gli STATI ELEMENTARI – La CROCE degli ELEMENTI – La STRUTTURA del MONDO FISSO e MOBILE – La TELA di RAGNO – I SISTEMI – CORPI e IMMAGINI – VUOTO e PIENO – VITA e MORTE – La GENESI dell’UOMO – Le SEGNATURE HILIACHE – Le SEGNATURE ASTRALI – L’UMORE – I TEMPERAMENTI – Il CARATTERE – Le TRIPLICITÀ – I DOMICILI – Le SFERE PLANETARIE – Gli INFLUSSI PLANETARI – Le ORE PLANETARI E I METALLI –  I COLORI – Le DOMINANTI ASTROLOGICHE – L’ALLOTROPIA dei CIELI – Il TEMA di NATIVITÀ – Le STRUTTURE – La PSICHE – La RIFLESSIONE della PSICHE – L’EONE – Il DEMONE – Il DIO – Il RICORDO – Le ESPERIENZE EONICHE – Il GUARDIANO della SOGLIA – Le FIGURAZIONI INTERIORI – L’ESPERIENZA ERMETICA – La CONOSCENZA ERMETICA – POSITIVO e NEGATIVO nei PIANI – Il CUBO – La TROTTOLA del MONDO – L’INIZIAZIONE – La SIMBOLICA delle VALENZE – La DINAMICA OPERATIVA – La MEDIAZIONE dell’ASTRALE INDIFFERENZIATO –  La FORMAZIONE dell’EIDOLON – La GEOGRAFIA dell’IMMAGINE – Il RITO POSITIVO e NEGATIVO nell’OPERA – L’UOVO – La TRASMUTAZIONE dei METALLI – I MODI in ARTE – La SUBLIMAZIONE del MERCURIO -Le FASI dell’OPERA – L’ESPERIENZA del PROFONDO – Il NUME – Il NOME – L’OMBRA – L’ESPERIENZA delle SETTE FORME – La STELLA FISSA – L’INTEGRAZIONE – L’UOMO COSMICO – I REGIMI dell’OPERA – La DECOMPOSIZIONE – La SEPARAZIONE – La CONGIUNZIONE – La CONVERSIONE degli ELEMENTI – La RICONVERSIONE – L’ESTRAZIONE della QUINTA ESSENZA – La MOLTIPLICAZIONE – L’OPERAZIONE a DUE VASI – Le STRUTTURE VASALI – Il PRIMATO ADAMICO – La CELESTE SIZIGIA – Il GLOBO di VENERE – La STELLA d’ERMETE – Seconda parte: Tavole Sinottiche – Teatro del Libro di Ak Z Ur – nella MANIFESTAZIONE – l’ASTRO nell’UOMO – le DOMINANTI ASTROLOGICHE – l’EVESTRO nel MONDO – nell’ordine dell’AZIONE data la PSICHE -nell’ITER la CONOSCENZA – Terza parte: Glosse al Libro di Ak Z Ur – Presentazione – Il PRINCIPIO – Del Principio: gli attributi sono in senso negativo – La DINAMICA del PRINCIPIO – Il GALLO in TESTA – La CONOSCENZA – La COSCIENZA – Intendi il mondo riflesso nel pensiero – la RAPPRESENTAZIONE del MONDO – Il PROBLEMA di HILIACO – Le ANTINOMIE COSMICHE – CONSCIO e INCONSCIO – Nel senso dell’ASTRO – Gli ELEMENTI – Gli ELEMENTALI – FISSO e MOBILE – LA TELA di RAGNO – I SISTEMI – CORPI e IMMAGINI – VUOTO e PIENO – L’AQUILA – Nel VORTICE dell’ESISTENZA – L’OMBRA del SOLE – Le DOMINANTI ASTROLOGICHE – La BUCCIA d’ARANCIA – Nell’ordine dell’autonomia della dinamica delle idee è la Fantasia – QUESTIONE di OTTICA – LETTERA da un POSTERO – L’UCCELLO INCONOSCIUTO – NOTTE – Tetralogia dell’Astro – La PARABOLA del VELO – Il GRILLO – NUMEN – La VOCE – Nel CIELO delle STELLE FISSE – È la COSTITUZIONE del NUME in Ottavo Cielo allo stato di Stella Fissa – L’OTTAVO CIELO – NIGREDO – La MOLTIPLICAZIONE – MAGMATO – La CELESTE SIZIGIA – APPENDICE: PRIMA INTERVISTA A GIAMMARIA – SECONDA INTERVISTA A GIAMMARIA.

Edizione numerata in ampio formato (cm. 32 x 23), 156 pagine, con figure, schemi e diagrammi.

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