RICORDO DI GABRIELE LA PORTA

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Il 19 febbraio scorso è scomparso Gabriele La Porta. Se ne va un personaggio realmente straordinario, un’intelligenza di grande rilievo e raffinata sensibilità, che nel suo passaggio terreno ha lasciato un segno profondo e indimenticabile. Cosa dire di lui? Lasciamo la parola al figlio Michele: “In molti, forse, lo ricorderanno come il volto di Rainotte. Io lo ricordo perché era mio padre. Il mio dolcissimo papà. Il cuore del mio cuore. Nella logica, inevitabile, della vita e della morte, accetto il suo viaggio. L’ultimo”. “Sei stato il mio maestro. Il mio eroe. Il mio Re. Sono onorato d’esser stato tuo figlio. Sangue del tuo sangue. Mi auguro che tu sia stato fiero di me. Dei miei baci. Delle mie carezze. Dei miei pensieri, per te. Un giorno verrò a trovarti. Tu aspettami e lascia libero un posto accanto a te. Non è importante quando sarà perché l’amore non percepisce il limite del tempo e i nostri sentimenti, indistricabili oltre ogni logica, resteranno immutabili. Infondo non cambierà nulla e ogni nostro istante vissuto o ricordato, conserverà l’immortalità del ‘per sempre’. Ciao papà, riposa la tua anima. Tuo figlio Michele”.

Gabriele La Porta era laureato in filosofia ed aveva lavorato per 42 anni in Rai, iniziando la sua lunga carriera a 23 anni, prima come programmista, poi come conduttore, giornalista professionista ed editorialista del Radiocorriere TV. Nel 1994 era stato nominato direttore di Rai 2 e nel 1996 direttore del palinsesto di Rai Notte, svolgendo spesso il ruolo di conduttore di trasmissioni culturali. Tra l’altro, 16 anni consecutivi come direttore, lo avevano reso il più longevo dirigente della storia della televisione pubblica italiana. Tra i suoi programmi in Rai possiamo ricordare “Scuola aperta” (1976), “Tra scuola e lavoro” (1977), “Ricerca sul mito” (1978), “Sulle orme degli antenati” (1979), “Incontri nella notte, colloqui con gli scrittori contemporanei” (1980), “Segnali: appunti sui giovani d’oggi” (1981), “Novecento: storia della letteratura italiana dal 1945 ad oggi” (1989), “Bellitalia” (1989-91). Aveva poi curato e condotto, per Rai 2, “Casablanca” (1990), programma di aggiornamenti editoriali che, tuttora, vanta il massimo ascolto per una rubrica letteraria. Di seguito aveva condotto lo spazio letterario della rubrica televisiva di Rai 2 “La Rete” (1990), “Parlato semplice” (1992-93), e gli spazi storici della rubrica “Filo Rosso” di Gianni Bisiach. Ha, inoltre, realizzato gli speciali televisivi “Giordano Bruno”, “Edgar Allan Poe”, “Alla ricerca di Dracula” (1992), “Storia della Magia” (1993), e curato e condotto gli spazi filosofici de “La stanza del principe” (1994), oltre le 22 puntate di “Storia della cavalleria” (1994) ed il “Prix Italia” (1994). Per il palinsesto di Rai Notte, tra il 1996 e il 2010, è stato autore e conduttore di numerosi programmi seguitissimi, nei quali trattava tematiche rare, di alto spessore esoterico, come “Anima Good News”, “Il mare di notte”, “Inconscio e Magia” e infine “Inconscio e Magia – Psiche”, l’unico programma televisivo RAI dedicato alla poesia e il primo in cui si è parlato diffusamente e seriamente anche di filosofia ermetica.Gabriele La PortaOltre alla produzione culturale televisiva, fin dagli anni ‘70 si era dedicato sia all’insegnamento, approfondendo in particolare il rapporto tra filosofia classica e psicologia junghiana, sia al settore editoriale, come curatore ed editorialista di numerose riviste e come autore di più di 30 importanti e apprezzatissime opere. Nel 1980 fu invitato da François Châtelet a tenere corsi alla Sorbona di Parigi sulla Magia e l’Arte della Memoria. Tra il 1987 ed il 1991 è stato direttore della rivista “L’informatore Librario”, nel 2001 è stato direttore, per la RaiEri – Pantheon, della rivista “Anima Mundi”, con la collaborazione di James Hillman, A. Guggenbhul-Craig, F. Donfrancesco, C. Stroppa, ecc. e nel 2002 è stato invitato dall’Istituto di Cultura Italiana di New York per una serie di seminari. Dal 2003 era docente di Filosofia antica all’Università di Siena, presso la cattedra del Prof. Enrico Cheli. È stato inoltre docente di Filosofia antica e Vicedirettore della Scuola di Psicoterapia Psicosintetica ed Ipnosi Ericksoniana “H.Bernheim” di Verona, vicedirettore della scuola di Psicanalisi di Mestre AEPSI e docente di Filosofia per IKOS – Istituto di Comunicazione Olistica Sociale di Bari. Infine, era vicerettore onorario dell’Università L.U.de.S. di Lugano.

Insignito di numerosi premi e riconoscimenti ufficiali, tra i suoi libri vogliamo citare: Introduzione e cura di Giordano Bruno, Ombre delle idee, Atanor, 1978, Itinerari magici d’Italia. Una guida alternativa, Edizioni Mediterranee, 1980, I grandi del mistero, Salani, 1980,  Storia della magia mediterranea, Atanor, 1980, Un’avventura nel Rinascimento Fiore d’oro, 1981, Introduzione e cura di Marsilio Ficino, Atanor, 1982, Prefazione a Meyrink scrittore e iniziato, Basaia, 1983, I tarocchi di Giordano Bruno. Le carte della memoria, Jaca Book, 1984, Racconti di tenebra, a cura di, Roma, Newton Compton, 1987, Giordano Bruno. Tra magia e avventure, tra lotte e sortilegi la storia appassionante di un uomo che, ritenuto mago dai contemporanei, fu condannato per eresie dall’Inquisizione e arso vivo sul rogo, Newton Compton, 1988, Prefazione a Edgar Allan PoeTutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore, Newton Compton, 1989, Giordano Bruno. Vita e avventure di un pericoloso maestro del pensiero, Bompiani, 1991, Roma magica e misteriosa, Newton Compton, 1991, Misteri. Quasi un manifesto della letteratura del mistero e del segreto, Camunia, 1992, Grandi castelli, grandi maghi, grandi roghi, Rizzoli, 1994, Storia della magia, Bompiani, 1995, Il ritorno della grande madre, Il Saggiatore, 1997, La magia, RAI-ERI-Marsilio, 1998, Coincidenze miracolose, RAI-ERI-Idealibri, 1999, Donne magiche, RAI-ERI-Idealibri, 2000, A come anima, Pratiche, 2001, C come cuore. Pagine per lenire il mal d’amore, Pratiche, 2003, Gabriele la Porta intervista Ettore Bernabei, Edizioni Eri, 2003, P come passioni. Dizionario delle emozioni e dell’estasi, Tropea, 2005, Dizionario dell’inconscio e della magia, Sperling & Kupfer, 2008, Tu chiamale se vuoi coincidenze. Quaranta storie realmente accadute, La lepre, 2011.

Ma tutto questo è solo una parte, una minima parte peraltro, di ciò che era realmente Gabriele La Porta, i cui interessi, la cui cultura, la cui umanità e il cui percorso interiore spaziavano in campi ben più vasti, affascinanti, coinvolgenti e complessi al tempo stesso, ma sempre mediati da uno spirito, da un vissuto esperienziale e da una conoscenza superiori, sempre proposti con la massima modestia. E illuminati sempre dal suo magico sorriso.

Ciao Gabriele, sarai sempre con noi.

P.s.: “riapriamo” questo “ricordo” solo per aggiungere una bellissima e toccante poesia dedicata dal figlio Michele a Gabriele, pubblicata sul suo blog ufficiale il 24 dicembre 2017.

Come la più delicata delle carezze, ti penso.
Senza che tu lo sappia, siedo i ricordi, accanto a te.
Al passaggio quiete della memoria, bacio lieve il tuo viso. 
Piango silenziosamente, ogni giorno.
Segretamente.
Inconsolabilmente.
Mio caro papino BELLISSIMO, cuore del mio cuore.
Luce delle mie stelle.
Come posso, di questo tempo oscuro, abbracciarne la violenta durezza?
Come posso accettare la tua memoria svanita?
Solamente la voce è la stessa.
Il resto, il mondo intorno, inesorabilmente si è dissolto.
E stride.
Addolora.
Dilania.
So che sarà sempre così.
So che i giorni che arriveranno, ti nasconderanno perdutamente.
Senza soluzione.
Senza rispetto.
Come un abisso.
Mio caro papino, non temere, non dirò nulla.
Terrò le lacrime per me.
Tu resta lì dove sei, in quel non-luogo che il medico chiama in quel modo che spiazza e disorienta.
Stai tranquillo.
Scaccia i demoni che ti fanno visita.
Siediti, calmo.
Sii sereno perché, anche se non lo ricorderai, ogni giorno ti racconterò le gesta di un uomo bellissimo:
MIO PADRE
Tu.

(Michele)